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Indoor training: pro (tanti) e contro (pochi)
29 Gennaio 2019 - Allenamento
Indoor training: pro (tanti) e contro (pochi)

Poche ore di luce, freddo, pioggia e neve… zero voglia. La stagione invernale rappresenta una fase critica per le uscite in bicicletta da corsa. Per gli appassionati che non vogliono rinunciare alle due ruote tutto si traduce in una sola parola: rulli.
Con una postazione di qualità adeguata, l’indoor training è infatti un’ottima e produttiva opportunità di allenamento per quando pedalare su strada diventa difficile o c’è poco tempo a disposizione. È molto più di un ripiego e, a fronte di qualche piccolo disagio, presenta molti vantaggi che possono tornare utili non solo in inverno ma in ogni periodo dell’anno.

Precisione dell’allenamento

Generalmente in ogni sessione si effettuano degli intervalli di sforzo e di recupero, ma quando ci alleniamo in strada dobbiamo fare i conti con diversi elementi “disturbatori”, quali auto, semafori, rotatorie, oltre a discese che influiscono sulla potenza erogata; in altre parole queste variabili, messe tutte insieme, compromettono la certezza di rispettare il programma al 100%.

Una seduta sui rulli ben strutturata ci permette invece di allenarci in modo preciso, effettuando un interval training estremamente proficuo, alternando ad esempio lavori di forza, ritmo e resistenza, intervenendo in modo mirato sulle specifiche caratteristiche che si vogliono migliorare.

Per approfondire, leggi anche: Allenarsi indoor vs all’aperto

Sicurezza

Pedalando con la bicicletta da corsa nel salotto di casa l’unico rischio che corriamo è una lamentela da parte dei nostri familiari, ma per il resto la sicurezza è totale: niente auto, zero rischi in discesa, nessun problema di visibilità. Soprattutto per chi abita in zone urbane, a volte è dunque meglio l’indoor training piuttosto che fare un’uscita complicata dal traffico e da percorsi non adatti…

In generale è comunque meglio non esagerare con la durata della seduta, perché si tratta di un’attività stressante dal punto di vista mentale. Allenamenti di un’ora sono più che sufficienti per effettuare un buon lavoro, puntando sulla qualità e l’intensità.
Per sessioni più lunghe diventa invece necessario uscire all’aria aperta: pedalare 3 o 4 ore sui rulli diventerebbe piuttosto surreale.

Noia? No grazie

L’indoor training rende di più ed è sicuro. Bene, ma la noia? Senza un “aiutino” multimediale il rischio esisterebbe, ma oggi il problema è scongiurato dalle mille opportunità offerte dalle app per la gestione dell’allenamento e la video simulazione. Basta un tablet che “dialoghi” con il rullo per sfidare altri utenti, pedalare in gruppo, simulare corse, affrontare salite storiche, rendendo l’esperienza estremamente realistica e coinvolgente.

Riguardo all’aspetto “sociale” della bicicletta, secondo il report con i dati di Strava per il 2018, sembra che i ciclisti amino le uscite con gli amici… tra le mura di casa: infatti ben il 73% degli upload di gruppo sul celebre social network riguardano le virtual ride, ovvero l’indoor training.

Per approfondire, leggi anche: Identikit del ciclista 2018

I contro

Diciamo subito che sono pochi, ma è chiaro che sta poi a ciascuno di noi giudicare quanto siano marginali.
La sensazione innanzitutto. Pedalare sui rulli non è come pedalare in strada. Sull’home trainer si sta molto più seduti e questo può causare problemi agli appoggi, soprattutto in sella. Perciò bisogna ricordarsi di alzarsi ogni tanto per far fluire il sangue.
Anche l’inclinazione costante della bici può disturbare, infatti gli angoli sono sempre quelli della pianura anche se si simula una salita.

Poi c’è il problema termoregolazione. Non essendoci dispersione del calore dovuta all’afflusso d’aria sul corpo provocato dalla velocità, si suda molto e bisogna reidratarsi di conseguenza.
Infine, per chi si allena con il power meter i watt vanno stimati in modo differente e non si possono utilizzare gli stessi parametri adottati per l’esterno. In particolare, le soglie calcolate per gli sforzi in salita vanno leggermente ridotte (indicativamente di circa 20-30 watt) perché è più facile sviluppare potenza su una salita reale rispetto a una simulazione indoor.

 

 

 

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