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Ernesto Colnago e Olaf Ludwig. Due campioni si incontrano
17 Aprile 2019 - Interviste
Ernesto Colnago e Olaf Ludwig. Due campioni si incontrano

Un incontro tra fenomeni quello che si è svolto a Cambiago, nella sede della Colnago: Ernesto Colnago ha ricevuto la visita di Olaf Ludwig indimenticato campione tedesco degli anni ‘80. Classe 1960 (ha 59 anni), Ludwig è stato uno dei più forti ciclisti dilettanti di quegli anni: campione del mondo a Praga nel 1981 (quando Martens battè il nostro Giuseppe Saronni nella prova riservata ai professionisti), ha vinto praticamente tutto fino a conquistare l’oro olimpico nella prova in linea ai Giochi di Seul 1988 quando, lui tedesco dell’Est, staccò i tedeschi occidentali Gröne e Henn. Fu l’ultimo grande trionfo della Germania Est, visto che un anno dopo sarebbe crollato il Muro di Berlino con la conseguente riunificazione della Germania. Passato professionista nel 1990 con la Panasonic, Ludwig confermò il suo grandissimo valore vincendo la Coppa del Mondo nel 1992.
Olaf, dopo tanto tempo, ha voluto incontrare nuovamente Ernesto Colnago, che per tanti anni è stato sponsor degli atleti che difendevano i colori delle Nazioni dell’est Europa, in particolare DDR e URSS. Colnago che ha sempre creduto nei giovani atleti di quei Paesi, nella loro tenacia e nella loro determinazione, tutte doti decisamente fuori dal comune. Ludwig ha portato con sé il telaio con cui vinse l’oro olimpico per farlo restaurare, un ancora bellissimo Colnago Master in colorazione blu (speciale DDR) con forcella cromata. A lui abbiamo rivolto alcune domande:

Quali ricordi conservi della tua vita di atleta?
“E’ stato un periodo bellissimo, che rimarrà per sempre nella mia memoria. Ho avuto la fortuna di imparare il ciclismo ad una grande scuola dello sport. Ricordo gli allenamenti massacranti con sveglia alle 6 del mattino, magari doppiati da una seconda seduta di training nel pomeriggio”.

Ci puoi raccontare un aneddoto?
“Ricordo che, spesso, i nostri allenatori ci facevano pedalare per 6-7 ore di fila senza bere acqua. Dicevano che serviva a temprare il fisico e la mente alla resistenza alla fatica”.

Pedali ancora?
“Sì certo, oggi pedalo soprattutto per tenermi in forma, l’agonismo l’ho dimenticato. Farò circa cinquemila chilometri l’anno, accompagno gruppi di ciclisti in tour organizzati, soprattutto in Bulgaria che è un paese bellissimo”.

Qual è il corridore che ti entusiasma di più oggi?
“Senza dubbio dico Sagan, mi piace il suo modo istintivo di correre. Il ciclismo moderno è troppo tecnologico e tattico, avrebbe bisogno di maggiore improvvisazione. Dico anche Primoz Roglic, anche lui come Sagan non bada alla tattica è sempre all’attacco”.

La tua corsa preferita?
“La Parigi-Roubaix. È una corsa dura adatta ad atleti potenti come me che, quando ewro in peso forma pesavo 81-82 kg. Inoltre, chi la vince entra nella storia del ciclismo”. (. Nella classica delle pietre, il gigante tedesco è arrivato secondo nel 1992 dietro a Duclos Lassalle, terzo nel 1993 (sempre vittoria di Duclos Lassalle su Ballerini) e quarto nel 1994 (vittoria di Tchmil davanti a Baldato e Ballerini, nda).

Colnago e Ludwig, ovviamente, hanno sfoderato ricordi, ritrovato foto, visitato il museo di Colnago e si sono emozionati per i grandi traguardi conquistati insieme. Come solo i grandi campioni sanno fare.

 

 

 

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