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Il triathlon è la mia vita
14 febbraio 2016 - Interviste
Il triathlon è la mia vita

Francisco Miranda, 57 anni, triatleta.
Ho portato a termine 15 Ironman; il primo è stato alle Hawaii, nel 1991, l’ultimo a Lake Placid, negli Stai Uniti, nel 2015 in cui ho conquistato il 5° posto di categoria. Il prossimo obiettivo è il Campionato Europeo Ironman che si svolgerà quest’anno a Francoforte, in Germania.

L’Ironman è la mia passione, un amore a prima vista sbocciato più di 25 ani fa. Il tempo passa, ma nonostante tutto, grazie alla costanza e all’impegno, ogni anno miglioro tempi e record personali. Il triathlon, inoltre, è una passione che ho trasmesso alla mia famiglia. Costanza e allenamento, nessun segreto. Anche i miei figli sono Ironman finisher.

L’anno scorso tre dei miei figli, Francisco, Claudia e Anita, hanno preso parte all’Ironman Panama City in Florida, portandolo a termine. Per quanto mi riguarda, l’ultima gara l’ho fatta il 10 gennaio 2016, l’Ironman 70.3 di Pucon, Cile, “la gara più bella del mondo” come amano dire i locali. Non solo per i bellissimi laghi che si possono ammirare nella zona, i vulcani e la natura incontaminata che ti circonda, ma anche perché questa gara rappresenta un vero e proprio test di resistenza per il corpo e la mente. La topografia, il vento, e le condizioni meteorologiche rendono questo evento molto impegnativo. Quest’anno, per me, è stato il migliore di sempre, perché sono riuscito a conquistare il primo posto di categoria (M55-59) grazie alla solida performance in sella alla mia Colnago K-Zero: 36 km/h a 245 watt medi, di gran lunga il miglior tempo in sella alla bicicletta nel mio gruppo di età, all’interno del 5% complessivo, addirittura migliore del tempo di alcuni maschi e femmine pro e di un sacco di persone molto più giovani di me. Una bellissima rivincita sull’anno passato, massacrato dalla sfortuna.

Sono caduto nella frazione di ciclismo con conseguenze gravi, sia a causa delle lesioni personali riportate, sia perché la bici subì danni importanti. In sintesi fui costretto a ritirarmi. Il mio pensiero immediatamente dopo l’incidente è stato di procurami una nuova bicicletta. Ho sempre sognato una bici Colnago, non solo perché le ritengo tecnologicamente superiori, ma anche per la tradizione e lo spirito che animano questo grande marchio del ciclismo. Una fonte di ispirazione continua per me. Ci hanno pensato i miei figli, regalandomi un fiammante Colnago K-Zero, esempio di ingegneria e arte!

Non potrò mai ringraziali a sufficienza, da quel momento in poi me ne sono innamorato! Non racconto storie, ma da quando ho iniziato a pedalarci seriamente le mie prestazioni sono migliorate sensibilmente, è un mezzo anche confortevole che si adatta incredibilmente bene ai diversi tipi di terreno e si guida molto bene, anche in discesa. Consiglio vivamente Colnago K-Zero ai triatleti e ai cronoman, su brevi e lunghe distanze.

È una bici incredibile, potrei tranquillamente dire che è un’estensione delle mie gambe! Infine devo ammettere che tutto quello che ho fatto è anche merito dell’amore della mia vita, mia moglie, che è stata mia compagna in ogni avventura. Sia nelle veste di triatleta sia come uomo d’affari. Abbiamo quattro figli splendidi, tutti triatleti e occupati, insomma siamo una famiglia unita e bellissima!

I miei allenamenti durante la settimana: