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Justine Mattera: lo sport è la mia vita, sono pazza per il Triathlon
29 Aprile 2019 - Interviste
Justine Mattera: lo sport è la mia vita, sono pazza per il Triathlon

Ciclismo, Triathlon, spettacolo in tutte le sue declinazioni è difficile seguire Justine Mattera in tutte le sue passioni. E poi la famiglia: marito, figli, cani, giornate scandite dagli impegni quotidiani e dai viaggi per registrare la puntata di una fiction o di un programma oppure le prove di uno spettacolo teatrale. Un giorno a Roma, l’altro a Napoli e poi Milano, dove vive e si allena. È una persona incredibile Justine Mattera, perché non sta mai ferma è sempre piena di energia, mai stanca e possiede quell’entusiasmo contagioso. Il suo sport preferito è il Triathlon e non poteva essere altrimenti per una ragazza che vive la sua vita a cento all’ora.

Perché hai scelto il triathlon?

“Ho praticato nuoto agonistico per tutta la mia infanzia, ho due figli ed un marito che fanno le gare di ciclismo, conduco un programma su Bike Channel e un altro su Mediaset (Oltre il limite) e avevo corso una mezza maratona. Il triathlon, dunque, mi sembrava una logica evoluzione e penso che sia perfetto anche per il mio carattere. Poi l’ho visto pure come una grandissima opportunità. Quante showgirl fanno triathlon?”.

Come riesci a conciliare la tua vita di mamma e artista con lo sport?

“Ci vuole un’organizzazione dettagliata e precisa. Mi alleno negli spazi fra il lavoro ed i bimbi. Spesso presto la mattina (mentre dormono ancora) o tardi la sera (che fatica!). I miei bimbi si allenano 3 volte alla settimana con la loro squadra ciclistica (Biringhello), spesso sfrutto questi momenti e mi alleno con loro, perché buttar via tanto tempo prezioso?”.

Quale preferisci delle tre discipline? Nuoto, ciclismo o corsa a piedi?

Mi piacciono tutte e tre. Il nuoto mi viene più facile, la corsa mi fa soffrire di più, ma essendo leggera mi riesce abbastanza bene. Infine il ciclismo: è lo sport dei tre che pratico da meno tempo, ma quello in cui ho più margini di miglioramento e questo fatto è parecchio stimolante”.

Quante volte ti alleni alla settimana?

“Sei volte. Almeno due volte per ogni sport”.

Racconta una tua giornata tipo.

“Sveglia alle 6, preparazione colazioni, bimbi a scuola, uno alle 7.55, l’altra alle 8:25. Corsa: al Campo XXV Aprile (salite o pista) o Parco delle Cave al Parco di Trenno per un lungo. Poi, trucco e parrucco per un servizio fotografico, intervista in TV, prendo i bimbi a scuola, li porto a Rho alla pista ciclistica e giro per due ore con loro. Poi torniamo a casa, preparo la cena e collasso, se non ho un evento di sera. Solo a scrivere queste cose mi sento stanca…”.

I tuoi obiettivi agonistici.

“Farò lo Sprint al Challenge Riccione il 4 maggio. Mi piacerebbe fare il mio record personale. Ho fatto 1h24’ al Challenge Roma l’anno scorso”.

Ti segue un preparatore oppure fai da sola?

“Per la parte di nuoto mi segue Ivan Risti (DDS), Per la corsa Manlio Fanelli (Running Skull) e per quanto riguarda il ciclismo Simone Diamantini (DDS).

Ti piacerebbe, un giorno, allungare le distanze?

“Andiamo a piccoli passi. Per allungare avrei bisogno di più tempo e per ora con i bimbi ancora piccoli la vedo difficile. Sicuramente potrei affrontare un triathlon su distanza Olimpica”.

L’ironman è un tuo sogno?

“Per ora no. Sono più sprinter che altro. Amo le gare che finiscono in meno di due ore a tutta”.

Ultima domanda: cosa significa per te (artista poliedrica) la fatica. Perché ti piace?

“Ho sempre faticato sia nel lavoro che nello sport. La fatica da grande soddisfazione. Poi, essendo abituata, mi gasa. Vuoi mettere la sensazione all’arrivo? È il momento in cui realizzi che potresti fare qualsiasi cosa. E di conseguenza, non ti fa più paura niente”.

 

 

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