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Marc Hirschi: il 2021 sarà il mio anno
2 Marzo 2021 - Interviste
Marc Hirschi: il 2021 sarà il mio anno

Un titolo mondiale da dilettante, un bronzo mondiale da elite, a Imola nel 2020. Basterebbero questi due risultati per dare una dimensione a Marc Hirschi 23 anni, svizzero di Berna, la stessa città che ha dato i natali ad un altro grande ciclista rossocrociato, quel Fabian Cancellara che è suo procuratore. Da questo anno corre tra le fila del Team UAE Emirates, dopo una stagione importante, quella appena trascorsa, con una vittoria di tappa al Tour de France e una vittoria alla Freccia Vallone, la classica con arrivo sul muro di Huy come ciliegina sulla torta. Attaccante di natura, sarà una pedina fondamentale per le gare di un giorno.

Sei Campione del mondo Under23, cosa ti ricordi di quella giornata a Innsbruck? Puoi darci un’idea di come è andata la gara e le tue impressioni?
“Siamo partiti come una delle squadre più forti (la Svizzera, nda), quindi la mentalità sin dai primi chilometri è stata quella di portare a casa almeno una medaglia. Eravamo fiduciosi, non abbiamo mai smesso di essere attivi e controllare la corsa in ogni dettaglio, tutto è andato alla perfezione. Abbiamo attaccato tutto il tempo e abbiamo davvero animato la gara. Personalmente posso dire di aver preso un grosso rischio negli ultimi chilometri e di aver fatto la mossa al momento giusto. Ne è valsa la pena, ho rasentato la perfezione”.

Ci puoi dire almeno tre “segreti” per raggiungere il successo?
“Ovviamente ogni sport richiede attributi diversi, ma di sicuro ci sono cose che sono comuni a molti sport. Direi che il duro lavoro, la passione e la disciplina sono fondamentali per avere successo nello sport”.

Come si allena un ciclista professionista? Puoi farci un esempio della tua tipica settimana di allenamento? Ad esempio la preparazione per le gare primaverili che stai facendo adesso?
“Dipende molto dai vari periodi dell’anno. In preparazione alla stagione di gare ci alleniamo tra le 20 e le 25 ore settimanali. A volte di più, a volte meno, il focus è soprattutto sul volume. Al training camp che abbiamo svolto negli Emirati Arabi Uniti (a gennaio, nda) ci siamo concentrati sui chilometri, pedalavamo per 4-5 ore quasi tutti i giorni. Abbiamo anche svolto anche un po’ di lavoro “a secco” sul core, la mattina prima di pedalare, il che è importante per rimanere forti e flessibili. Personalmente preferisco dedicare un giorno alla settimana al riposo completo, per recuperare sia mentalmente sia fisicamente”.

Un ciclista professionista deve saper curare l’alimentazione. Sei severo nella tua dieta o ti concedi qualche distrazione?
“Nel team abbiamo un nutrizionista che tiene traccia delle nostre abitudini alimentari e ci consiglia sui cibi da mangiare e sulle quantità da rispettare in base al nostro peso, tipo di allenamento, eccetera. Questo ci aiuta a rimanere concentrati e rigorosi nel nostro lavoro. Ovviamente mi concedo qualche strappo alla regola, anche questo è importante per mantenere un buon equilibrio psicofisico”.

Due consigli che ti sentiresti di dare ad un ciclista amatore.
“Direi soprattutto di continuare a divertirti con il ciclismo e i momenti che ti offre è davvero la cosa più importante. Un altro sarebbe ascoltare il tuo corpo in allenamento per sapere quando fare marcia indietro e riposarsi. È anche importante”.

Ti piace la Colnago V3rs?
“Mi piace veramente. È un bel mix tra classico e moderno. È una bici versatile che va bene su tutti i terreni. Non vedo l’ora di iniziare a gareggiare”.

Gli obiettivi per il 2021?
“Ne ho molti: nelle classiche delle Ardenne posso fare bene credo, come ho fatto in passato. Poi vorrei fare un bel Tour de France e poi anche Olimpiadi e Mondiali. Il mio primo obiettivo è stato quello di stabilirsi nella nuova squadra e grazie alla calorosa accoglienza che ho ricevuto sento di averlo raggiunto”.