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Tadej Pogacar si racconta: “Il Tour mi entusiasma, ma prima c’è l’UAE Tour”
21 Gennaio 2020 - Interviste
Tadej Pogacar si racconta: “Il Tour mi entusiasma, ma prima c’è l’UAE Tour”

“Sono giovane è ho tanta voglia di fare, devo migliorare e ogni giorno lavoro per provare essere uno dei migliori”. Se Roglic è stato il primo sloveno a vincere un grande Giro (la Vuelta 2019), lui rappresenta il nome più papabile per diventare il secondo in relativamente poco tempo. Per affrontare la nuova stagione 2020 ha cambiato diverse cose, tra cui la residenza a Montecarlo e gli allenamenti, ma ha mantenuto intatta la grinta che lo ha contraddistinto fin qui.

Come procede la preparazione invernale? Cosa è cambiato nel tuo allenamento dopo la prima stagione da ciclista professionista?
“Quest’anno la preparazione invernale è andata davvero bene per me. Tempo buono, solo pochi giorni di maltempo, buona compagnia e ora allenamento in quota in Sierra Nevada. La tipologia degli allenamenti è molto cambiata rispetto a prima, ma funziona così quando si passa in un grande team di professionisti. Passo più ore in sella alla bici ed eseguo lavori tecnicamente diversi rispetto agli anni passati. L’allenamento duro non mi spaventa”.

Hai cambiato residenza, oggi vivi e ti alleni a Montecarlo. Ti piace?
“Sì, ora passo molto tempo a Montecarlo. Mi sto abituando, è un posto molto diverso rispetto a quello a cui ero abituato. Lo stile di vita e il modo di allenarmi sono cambiati. Mi piace perché posso fare lavori differenziati e di qualità anche d’inverno, con molta salita, il sole è quasi sempre presente. Molto diverso rispetto alla Slovenia”.

Quest’anno parteciperai per la prima volta al Tour de France. Quanto sei emozionato?
“Sono a dir poco entusiasta, ma ora devo concentrarmi sulla prima parte della stagione e mettere da parte i pensieri per il Tour. Mi aspetta il Giro degli Emirati Arabi Uniti dopodichè potrò concentrarmi sul TDF. È il mio sogno, la più grande corsa al mondo quindi penso che sarà un’esperienza fantastica”.

Gli addetti ai lavori prevedono per te un futuro da campione. Questa cosa ti spaventa?
“Non penso davvero al futuro a lungo termine, a cosa accadrà, dove potrò arrivare come corridore. Sicuramente è nelle mie intenzioni diventare uno dei migliori corridori al mondo, ma ho ancora molto da imparare per arrivare dove sono i migliori”.

Tra i giovani emergenti nel mondo del ciclismo chi ti sembra essere il più forte e perché?
“Il migliore in questo momento è Bernal, è il vincitore del TDF che è la corsa più dura al mondo e, di conseguenza, la più difficile da vincere”.

Quali gare ti piacerebbe vincere in futuro?
“Un grande giro sicuramente, ma sono attirato anche dalle corse classiche più importanti. Il lavoro da fare è ancora tanto, ma sono sicuro che con questo Team crescerò ancora. Infine, a chi non piacerebbe vincere un campionato del mondo?”.