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Gianni Motta, il predestinato
20 marzo 2018 - Storia
Gianni Motta, il predestinato

Bello, biondo e agli inizi anche beato: Gianni Motta è stato ciclista di notorietà repente e di tramonto diluito”. Ha scritto Ormezzano. Nato a Cassano d’Adda (Mi) nel 1943, lombardissimo anche di spigliatezza e di volontà, Gianni Motta è professionista a soli 21 anni e nel 1964 vince la tappa di Biella al Giro d’Italia.

È assai atteso: sessanta vittorie fra i dilettanti l’avevano fatto arrivare nel grande mondo del professionismo con le stimmate del predestinato.

Motta arriva quinto in quel Giro d’Italia, dietro Anquetil, Zilioli, De Rosso e Adorni. In quel 1964 vince anche la Bernocchi e il Gran Premio Molteni e poi si presenta al Giro di Lombardia. Va subito in fuga con Van Looy e Simpson. Attacca, rimane solo e vince a Como con due minuti di vantaggio su Preziosi.

È da quindici anni che il Lombardia non vede un arrivo solitario. Quel successo basta per proclamare il giovane Gianni Motta un campione.