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STORIA

OFFICINA COLNAGO

La prima offic­ina di Ernesto è un pic­colo negozio di 25 mq,
sita al numero 10 di via Garibaldi, a Cambiago.
Suo padre tagliò il gelso di famiglia
per real­iz­zare un piano di lavoro.

1952 Cambiago.

Tratto dal libro “COLNAGO – La Bicicletta”.
Prefazione di Candido Cannavò.
Direttore responsabile del quotidiano “La gazzetta dello Sport” dal 1983 al 2002.

Me lo immagino, anzi quasi lo vedo, il piccolo Ernesto in quegli angosciosi anni Quaranta, con l’odore acre della guerra nell’aria. Lui a Cambiago, nella Lombardia contadina, io in Sicilia dove la mia casa aveva un giardino vicino al mare e al centro c’era un grande vecchio, paziente albero d’ulivo. Apparteniamo alla stessa epoca, potevo essere suo fratello maggiore. Lui mangiava fette di polenta, noi in certe sere di guerra andavamo a letto dopo aver cenato con un’insalata di limoni. Lui scappava spesso dal nonno dove forse poteva assaggiare una fetta di carne. Io, le mie tre sorelle e i due fratelli aspettavamo il sabato quando forse a tavola arrivava un eroico pollo. Questo gemellaggio di vita rende ai miei occhi ancora più avvincente la favola umana, imprenditoriale, avventurosa, geniale di Ernesto Colnago. E adesso che so dove è arrivato, quali tesori di tecnologia ha costruito, quali mercati ha conquistato, quanto prestigio ha portato all’Italia; adesso che me lo vedo orgoglioso, emozionato, pudico, con le sue belle insegne di cavaliere del lavoro, sapete a cosa penso?

Ai giorni lontani della sua partenza, in una casa povera e piena di dignità, quando lui al Nord e io al Sud andavamo a comprare il pane con le tessere annonarie, sperando magari che ci scappasse una piccola fettina in più da divorare per strada.

Aveva undici anni Ernesto quando il padre lo mandò a bottega. Lavoro di giorno, per imparare, scuola la sera sino alla seconda media. L’Italia era ancora in piena tragedia, ma le mani di quel ragazzo odoravano di futuro. Alla famiglia quel tirocinio costa qualche chilo di farina, ma imparare il mestiere è il patrimonio che il piccolo Colnago si porta dietro. E a tredici anni sbarca a Milano, ha un lavoro vero, una qualifica di aiuto saldatore in un’azienda che col suo nome sembra annunciare il destino: Gloria. Saldatura, montaggio, la bicicletta come tentazione e metafora della vita, le corse, l’incidente, lo stop, la grande intuizione: mettersi in proprio. Il padre lo aiuta, l’avventura parte e Cambiago diventa la capitale di una favola romantica.

prima-bici-di-ernesto

LA PRIMA BICICLETTA DI ERNESTO COLNAGO
1950 COPPA CALDIROLA

Trovo tanta poesia in queste storie imprenditoriali che si somigliano e nel loro snodarsi fruiscono di un grande propellente: la povertà, che significa sacrificio estremo e talvolta anche sofferenza. Ma alla lunga ti trovi addosso un patrimonio: nulla più ti spaventa se hai superato anni pieni di angoscia e di paura. Ernesto conquista la vita, inventa, produce, viaggia, si sente più forte, dispone di una qualità senza tramonto, valida in tutte le epoche, una virtù che svetta al di sopra di ogni sviluppo tecnologico: la fantasia, che è figlia naturale dell’uomo, concepita con un patto d’amore per la vita. La bicicletta vissuta con lo scrupolo e l’intuizione di chi costruisce gioielli. E lo sport della bicicletta sempre sullo sfondo, in un orizzonte vasto, nazionale, europeo, mondiale. Campioni mitici entrano nella vita di Colnago e lui succhia da tutti il latte dell’esperienza. Fiorenzo Magni lo incanta con la sua visione moderna del ciclismo. Nella vita non si spreca nulla. E il seguito della storia diventa lo scandire di una scalata.  La fantasia di Colnago ha varcato ogni confine, le sue biciclette diventano simboli di modernità, i più grandi campioni della Terra cercano l’officina di Ernesto, arrivano vittorie, trofei, riconoscimenti.

GLI ANNI 60/80
PORTANO NUMEROSI SUCCESSI AI TEAM
SEGUITI DA ERNESTO COLNAGO.
VITTORIE DI TAPPA, GIRO D’ITALIA,
MILANO SANREMO E MOLTI ALTRI TRAGUARDI.

RECORD DELL’ORA

Eddy Merckx con la bici appositamente
creata da COLNAGO ottiene il record dell’ora.

1972 Città del Messico.

LEGGERISSIMA E RESISTENTISSIMA

“A forza di limare e far buchi, la bicicletta sulla quale Eddy è salito per battere il record di 48,654 chilometri detenuto dal danese Ole Ritter, pesava esattamente 5 chili e 750 grammi. E questo è stato possibile grazie al lavoro di tutti, di aziende come la Campagnolo, che mi avevano assecondato in tutto e per tutto, senza mai esitare una volta. Avrebbero potuto darmi del pazzo, invece siamo stati una squadra. Una bicicletta che ha richiesto oltre 200 ore di lavoro e che all’epoca, lira più lira meno, sarebbe venuta a costare più di mezzo milione. Una bicicletta che sarebbe poi stata esposta in moltissimi musei del mondo, anche a New York, in quello d’arte moderna e che, ricordo, ritornò senza i pedali: li avevano rubati!”

Ernesto Colnago

CRESCE IL MARCHIO
AUMENTANO I SUCCESSI
COLNAGO NEGLI ANNI 80/90
VINCE LE MIGLIORI GARE CICLISTICHE

INIZIA L’ERA MAPEI

Una delle collaborazioni
più vincenti della storia del ciclismo.

1994 Mapei/Colnago.

GLI ANNI 90 CON MAPEI

La neonata Mapei di Giorgio Squinzi e la Colnago entrano in con­tatto, gra­zie alla deci­sione della diri­genza della squadra spag­nola Clas – spon­soriz­zata dalla Colnago – di ridurre il pro­prio coin­vol­gi­mento nel ciclismo. Squinzi si assi­cura i migliori atleti e lo spon­sor della Clas, dando vita a una delle col­lab­o­razioni più vin­centi dell’epoca moderna.
Campionato Italiano, Freccia Vallone, Liegi-Bastogne-Liegi, Record dell’ora, Parigi-Roubaix.

UNA STORIA VINCENTE
BICICLETTE NATE DALLA PASSIONE
QUELLA DI ERNESTO
LA STESSA DI QUANDO HA INIZIATO
NEL 1952

DAL 2000 AD OGGI

Nuove sfide, nuove vittorie
molti sono i team seguiti negli ultimi anni da Colnago.

2016 GAZPROM/COLNAGO

SUL TETTO DEL MONDO
Il ciclocross ha trovato il suo padrone,
si chiama Wout Van Aert.

Il ventiduenne di Herentals (Belgio) ha vinto tutto quello che c’era da vincere.

31 Gennaio 2016

COLNAGO for FERRARI

Una collaborazione di idee, tecnologia e arte
Due top brand Italiani che rappresentano
il genio creativo e l’evoluzione nel loro settore

Enzo Ferrari, Giuseppe Saronni, Ernesto Colnago, Vanni Brambilla.

LE BICICLETTE COLNAGO for FERRARI

I gioielli prodotti da Colnago in collaborazione con Ferrari
un matrimonio tra creatività e tecnologia dal 1986 ad oggi.

CONCEPT - 1986

C35 - 1989

CF1 - 2000

CF2 - 2001

CF3 - 2002

CF4 - 2006

CF6 60th Ferrari - 2007

CF7i - 2008

CFXX - 2010

CF8 - 2011

CF10 - 2015

“VOGLIO SOLO COSE BELLE,
voglio solo cose all’altezza della Ferrari”

Da queste parole di Enzo Ferrari partì la collaborazione tra Colnago e Ferrari
Nasce la CONCEPT, talmente avanzata e rivoluzionaria che non troverà mai produzione.
Troppo oltre, troppo avanti con i tempi.

C35
LA PRIMA BICICLETTA AL MONDO
IN FIBRA DI CARBONIO

Dall’esperienza maturata con il modello CONCEPT
nasce nel 1989 la C35 in fibra di carbonio.

Questa bici resta ad oggi uno dei più grandi fiori all’occhiello di casa Colnago.
Soluzioni tecniche avanzate vengono adottate e create appositamente per questo progetto.

CF1 – CF2 – CF3 – CF4
BICICLETTE SPECIALI

“Questo è un gioiello” così Luca Cordero di Montezemolo
allora presidente Ferrari dà il suo ok al progetto CF1
prodotta nel 2000 in 500 esemplari
Un gioiello di poco più di 7 chili.
Telaio monoscocca e forcella in fibra di carbonio.

Il 2015 segna la nascita del modello
CF10 LIMITED EDITION

Tutte le tubazioni di questo telaio, compresi i foderi della forcella e del carro posteriore,
hanno sezioni studiate in galleria del vento per minimizzare la resistenza aerodinamica.

CF10
IL PUNTO DI RIFERIMENTO TECNOLOGICO

MOVIMENTO THREADFIT 82.5
L’affidabilità e la praticità di un movimento centrale filettato (Bsa) unite alla larghezza e la grande rigidità che caratterizza lo standard press-fit. Colnago ha brevettato lo standard proprietario ThreadFit82.5. Compatibile con tutte le versioni Pressfit 86.5 bb, ThreadFit82.5 aggiunge due nuove calotte facilmente removibili in caso di necessità.

FORCELLINI IN CARBONIO
I vantaggi in termini di robustezza e peso sono significativi rispetto alla soluzione equivalente adottata in passato sul modello M10.

REGGISELLA
Il profilo aerodinamico (anche questo, come il tubo verticale, con profilo troncato) garantisce le migliori prestazioni aerodinamiche.

MASSIMA COMPATIBILITÀ
Grazie a degli inserti in tecnopolimero rimovibili, è possibile assemblare il telaio con praticamente tutti i gruppi presenti sul mercato.

FRENI BR-1
Il vantaggio principale di questo freno deriva dalla migliore integrazione, strutturale e aerodinamica, con il telaio e la forcella. in termini di prestazioni, questo si traduce in un sistema rigido (quindi più potente) e leggero, con una pulizia estetica e aerodinamica superiore.

COLNAGO for FERRARI

“Il segreto di un successo è semplice: l’importante è non fermarsi mai”
Ernesto Colnago

Infatti la collaborazione con Ferrari ad oggi continua, lo conferma il modello V1-r adottato dai team professionisti sponsorizzati Colnago, un’altro successo Italiano.